Occasione per un cambio di passo nell'edilizia 4.0




L’occasione per un cambio di passo per l’edilizia 4.0 può venire dalla recente presentazione dell’etichetta volontaria e non vincolante di “Edificio predisposto alla banda (ultra)larga”. Ma un passo importante è stato segnato anche da recenti Linee guida.

Adeguate competenze e modelli chiari di governance costituiscono, infatti, i pilastri di quel cambiamento, in cui lo sviluppo della banda ultralarga si integra con le tecnologie 5G a vantaggio delle imprese, dei cittadini, nelle case e nelle aziende. Se in ambito produttivo tale processo di cambiamento è stato trainato dal piano Industria 4.0 e dagli ingenti risparmi sul fronte della produttività (tra il 5% e l’8% dei costi), dall’aumento dell’efficienza e della flessibilità nella produzione (sempre più on demand), in ambito civile serve, invece, un salto di qualità, affinché gli impianti verticali nei building non diventino l’anello debole della catena ed un freno nello sviluppo dei servizi digitali. L’edificio deve essere considerato una sorta di hub, in grado di incidere fortemente sulla qualità della vita dei propri utenti e di abilitare la realizzazione della sopracitata “gigabit society”; perciò è importante che si intervenga sin dalla fase della progettazione degli edifici, considerando preventivamente i bisogni di connettività in building dei diversi utenti, per evitare costi più alti e disagi in caso di interventi successivi, cercando di conciliare la sicurezza e l’affidabilità della fibra ottica con l’economicità e flessibilità delle tecnologie wireless, nell’auspicato processo di integrazione tra banda ultralarga e 5G, a cui possono contribuire anche i nuovi protocolli di comunicazione wireless operanti nella banda 863-870 MHz, sebbene per ora solo in via sperimentale, data la mancanza di un adeguato quadro regolamentare per la gestione di tali sistemi, ma anche le stesse sperimentazioni pre-commerciali del 5G, di cui all’avviso pubblico del 15 marzo 2017.

Le Corbusier nel lontano 1923: “la casa è una macchina per abitare” e “l’architettura ha come primo compito, in un’epoca di rinnovamento, quello di operare la revisione dei valori e degli elementi costitutivi della casa”. Driver di questo rinnovamento sono certamente le infrastrutture digitali, i big data, i sensori e le soluzioni IoT, le tecnologie 5G, che vanno, però, consapevolmente adottati in nuovo modello di sviluppo immobiliare, in cui architettura, infrastrutture energetiche e digitali e dimensione socio-ambientale si integrano con e per nuovi servizi.

Si tratta di un cambiamento sfidante verso un’edilizia 4.0, per il quale, però, si rendono necessarie nuove competenze e nuove figure professionali, capaci di integrare negli edifici in modo strategico ed efficace le tecnologie innovative e le soluzioni intelligenti che evolvono sempre più rapidamente.

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